Davide Azzetti

La macchina fotografica mi accompagna da quando, ragazzino, mi addentrai nel magico mondo della camera oscura. Nello stesso periodo iniziai a conoscere le montagne. Questo viaggio solitario, fotografico e interiore, mi porta a muovermi senza fretta su tracce che solcano terreni e memorie. A perdermi e ad assaporare la gioia del ritrovarmi; a godere dei miei passi con la curiosità di chi sta imparando a camminare. A inseguire emozioni e suggestioni in un percorso che esplora i territori della fatica, dei silenzi, della storia e dei colori.
FATICA
La fatica del corpo all’inizio era paragonabile a uno struggimento. Consistere in me stesso mi metteva di fronte al limite di essere solo carne piegata in un umile inchino alla pietra immensa e indifferente. Con il progredire dei passi diminuiva lo sforzo; le emozioni prendevano il posto degli affanni; il sonno scompariva mentre la luce invitava le ombre ad abbandonare la scena.
SILENZI
Mi ritrovo sempre stupito e indifeso di fronte al silenzio che accompagna la solitudine della montagna. Stupito perchè la sorpresa di un silenzio si rinnova a ogni incontro. Indifeso perchè immerso in un silenzio assoluto, in spazi senza misure, dialogo finalmente con il “vero io”. E non è sempre facile. Lontano dai rumori della società e dal fragore del dover essere. Mi lascio accarezzare dal vento. In silenzio.
STORIA
I miei luoghi preferiti sono a ridosso dei confini, antichi o attuali. Terreni di incontri con numerose testimonianze di un passato vicino seppur quasi dimenticato, opere che (r)esistono come sentinelle di pietra. Resti che raccontano tragedie, eroismi, atrocità, stenti, fratellanza. Le montagne dei nostri confini di nord-est sono un museo a cielo aperto; percorrerne i sentieri significa
rendere omaggio alle tante inutili sofferenze che le hanno attraversate.
COLORI
“I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni.” (Pablo Picasso)
Armoniosa meraviglia donata agli occhi. Un’alba che sembra sempre in ritardo; le voci del vento mentre percorre rapidissime discese e ripidissime risalite; l’emozione dell’ultima luce che saluta, in un ciclo che si rinnoverà con l’alba successiva. Visioni intime di un ambiente unico nel quale ritrovarsi.

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